
Dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri il sistema bancario ha rappresentato il principale motore di sviluppo della nostra economia.
Grazie alle banche sono nate e prosperate attività commerciali e industriali, e sempre grazie al sistema bancario molti italiani hanno potuto coronare il sogno di possedere una casa di proprietà che ancora oggi, in tempi di crisi, costituisce in molti casi il cespite patrimoniale di maggior rilievo per milioni di famiglie.
Tuttavia è sotto gli occhi di tutti che negli ultimi tempi le cose siano radicalmente cambiate e che moltissimi privati cittadini al pari di numerosissime imprese non riescano più ad accedere al credito come avveniva sino a pochi anni fa.
La crisi finanziaria deflagrata nel 2008 con il fallimento della banca americana Lehman Brothers, i criteri sempre più rigidi imposti dai provvedimenti comunemente noti come Basilea 2 e Basilea 3, il mutato contesto della politica finanziaria delle Banche, sono tutti fattori che hanno contribuito a determinare il cosiddetto “credit crunch”, ovvero quella stretta creditizia di cui adesso fanno le spese famiglie e aziende che negli ultimi anni non hanno avuto la capacità di attuare una adeguata programmazione delle proprie risorse o che a causa di eventi di varia natura si sono trovati ad affrontare una crisi finanziaria.
Per le piccole e medie imprese, in particolare, il pericolo più grosso è costituito dalla revoca degli affidamenti, provvedimento che spesso le Banche prendono da un giorno all’altro senza alcun preavviso.
Se, come in molti casi avviene, l’impresa non riesce a far fronte al rientro immediato imposto dalla Banca, ciò determinerà la segnalazione in Centrale Rischi della posizione “a sofferenza” la quale innescherà un effetto domino per il quale anche le altre Banche con le quali l’impresa è affidata chiederanno l’immediato rientro. Dopodichè inizierà l’azione legale mediante la notifica del decreto ingiuntivo e la conseguente esecuzione forzata. Con conseguenze disastrose per l’impresa (e per i lavoratori che occupa) che lasciamo a voi immaginare.
Che cosa può fare l’imprenditore quando percepisce che si è creata tra la propria impresa e la Banca una situazione di tensione finanziaria tale da far temere la revoca dei fidi e l’immediato rientro?
La risposta è una sola: deve agire immediatamente rivolgendosi a professionisti in grado di analizzare la sua situazione ed approntare tutte le strategie necessarie al salvataggio dell’azienda ed alla tutela del patrimonio familiare dell’imprenditore.
Pensare di riuscire da soli a risolvere il problema sperando che il direttore della filiale “ci metta una buona parola” significa perdere tempo prezioso e rischiare di compromettere ancora di più la situazione.
Il nostro Studio è in grado di offrire supporto all’impresa mediante una pre-analisi approfondita della vostra documentazione bancaria (contratti, estratti conto, piani di ammortamento ecc.) per accertare se ci sono (o ci sono state) anomalie contrattuali con conseguente ricalcolo del saldo del conto corrente o del finanziamento.
L’analisi riguarda i principali contratti di credito:
- Affidamenti di conto corrente,
- Anticipi al S.B.F. (salvo buon fine)
- Conti bancari ipotecari
- Leasing
- Finanziamenti
- Mutui
Sulla base dei risultati delle analisi effettuate sui contratti di credito ed in considerazione della specifica situazione tra il Cliente e la Banca, potremo attuare le opportune strategie per un’azione di difesa e tutela del Cliente finalizzata a:
- Ridurre o annullare il debito con la banca, ottenendo il recupero o lo storno di tutte o di parte delle somme ingiustamente addebitate;
- “Convincere” la Banca ad accettare un eventuale concordato preventivo;
- Opporsi alle diffide o alle azioni della Banca contestando l’importo richiesto e chiedendo il rimborso o lo storno degli importi illecitamente addebitati, ricalcolando il debito residuo (che può anche diventare un credito per il cliente);
- Evitare, bloccare o sospendere le azioni legali o i pignoramenti posti in essere dalla Banca.
- Se il Cliente agisce prima della Banca nella contestazione dell’importo richiesto, acquisisce una maggiore forza nei confronti di essa potendo così evitare, a seconda dei casi, la messa in mora, la segnalazione a sofferenza in centrale rischi, il decreto ingiuntivo, i pignoramenti e le azioni esecutive in genere.
Quali sono i nostri Clienti:
Aziende e privati cittadini con posizioni debitorie in una situazione di:
- tensione finanziaria con la Banca;
- continui solleciti verbali di rientro nel fido;
- revoca dei fidi e segnalazione in Centrale Rischi;
- incaglio, sofferenza o contenzioso;
- impossibilità di far fronte alle rate dei muti, leasing o finanziamenti;
- pignoramenti immobiliari in corso