le parole da non usare mai

Nell’affrontare la delicata situazione di un ritardo nei pagamenti, è fondamentale prestare attenzione al linguaggio utilizzato. Parlare con un debitore ritardatario richiede tattica e sensibilità per mantenere un rapporto costruttivo e aumentare la probabilità di risolvere la situazione positivamente. 

La scelta accurata delle parole nella comunicazione con i debitori è essenziale per aumentare le possibilità di recuperare i crediti senza dover ricorrere a misure legali.

Ci sono alcune parole ed espressioni che dovrebbero essere evitate per non peggiorare i rapporti o creare tensioni inutili. 

Un linguaggio rispettoso, chiaro e costruttivo favorisce un ambiente di dialogo aperto, dove le soluzioni possono essere trovate con maggiore facilità. 

Ricorda sempre che, nel contesto dei ritardi di pagamento, l’obiettivo finale è la risoluzione del problema in modo che entrambe le parti possano andare avanti soddisfatte. Mantenere questo obiettivo in mente ti può guidare verso una comunicazione più efficace e rispettosa.

Le parole da non usare mai con il debitore ritardatario

Le parole da non usare mai con il debitore ritardatario

Nel processo di gestione dei ritardi nei pagamenti, la comunicazione con il debitore gioca un ruolo cruciale. Esiste un insieme di parole e frasi che è saggio evitare per mantenere un clima costruttivo e non inasprire ulteriormente la situazione. 

Queste parole possono sembrare innocue, ma in realtà potrebbero avere un impatto negativo sulla percezione del debitore, sulla sua volontà di cooperare e sulla possibilità di recuperare il credito. Vediamone insieme alcune.

No ad aggressività e negatività

Prima fra tutte, l’uso di termini che implicano minacce o aggressività, come “azioni legali”, “sequestro” o “denuncia”. 

Queste espressioni possono spaventare il debitore o metterlo sulla difensiva, rendendo più difficile trovare una soluzione amichevole. Sono termini che dovrebbero essere usati solo come ultima risorsa e non nelle fasi iniziali della comunicazione. 

Anche etichettare il debitore con termini negativi come “irresponsabile”, “disonesto” o “negligente” è controproducente. Questo tipo di linguaggio può ledere l’orgoglio personale e interrompere qualsiasi dialogo costruttivo. È importante mantenere un approccio rispettoso che lascia aperta la porta al dialogo.

No a giudizi e toni paternalistici

Evita domande o affermazioni dirette sulle ragioni del ritardo che potrebbero sembrare intrusive o giudicanti, come “Perché non hai pagato?” o “non hai voluto pagare”.
È più produttivo offrire un’opportunità per spiegare la situazione in termini generali, invitando alla collaborazione.

Molte volte i ritardi nei pagamenti sono il risultato di circostanze al di fuori del controllo del debitore. Approcciare la situazione con empatia e cercando di capire le ragioni del ritardo può facilitare una risoluzione positiva per entrambe le parti.

È anche importante non fare promesse che non si possono mantenere o assumere toni paternalistici che potrebbero essere interpretati come condiscendenti. L’obiettivo è stabilire un dialogo basato sul rispetto reciproco.

No a insulti e commenti inopportuni

Espressioni vaghe che non comunicano chiaramente le aspettative, come “il prima possibile” o “urgentemente” andrebbero evitate. Questi termini sono soggettivi e non offrono una scadenza chiara, potendo così generare ulteriori ritardi. È meglio essere specifici riguardo alle tempistiche desiderate per il pagamento.

L’uso del condizionale può aiutare a rendere il discorso meno imperativo e più aperto alla negoziazione, ad esempio preferendo formulazioni come “Potremmo discutere di un piano di pagamento?” anziché affermazioni dirette che potrebbero sembrare imposizioni.

Infine, anche se può sembrare ovvio, è cruciale evitare insulti personali o commenti denigratori. Oltre a essere totalmente inappropriati, distruggono qualsiasi possibilità di collaborazione futura.

Ricordati sempre che l’obiettivo principale è trovare una soluzione reciprocamente accettabile, mantenendo aperte le linee di comunicazione e lavorando insieme verso una risoluzione del debito.

4 consigli per la trattativa telefonica col debitore

4 consigli per la trattativa telefonica col debitore

Durante le trattative telefoniche con un debitore, che rientrano nei primi passaggi del Recupero Crediti Stragiudiziale, è fondamentale adottare strategie efficaci per incrementare le possibilità di successo. 

Ti darò quattro consigli chiave per affrontare al meglio questi scambi, seguendoli potrai aumentare le probabilità di arrivare a una soluzione soddisfacente per entrambe le parti, preservando al contempo una relazione professionale positiva.

Trattativa telefonica col debitore ritardatario - primo consiglio

1 – Preparazione preliminare

Prima di avviare la chiamata, è essenziale raccogliere tutte le informazioni pertinenti riguardanti il debito in questione. Ciò include i dettagli sulle scadenze, gli importi dovuti e qualsiasi comunicazione precedente (messaggi, mail, PEC, ecc). 

Avere a portata di mano questi dati ti aiuterà a condurre la conversazione in modo informato e obiettivo.

Trattativa telefonica col debitore ritardatario - secondo consiglio

2 – Ascolto attivo

Durante la chiamata, praticare l’ascolto attivo è vitale. Questo significa dare piena attenzione al debitore, permettendogli di esprimere le proprie preoccupazioni o le ragioni del ritardo nel pagamento. 

Comprendere la loro posizione può fornirti spunti cruciali per negoziare una soluzione reciprocamente vantaggiosa.

Trattativa telefonica col debitore ritardatario - terzo consiglio

3 – Proporre soluzioni flessibili

Essere aperti a discutere e proporre diverse opzioni di pagamento può facilitare il raggiungimento di un accordo. 

Che si tratti di un Piano di rientro rateizzato o di una riduzione temporanea degli interessi, mostrarsi flessibili dimostra comprensione verso la situazione del debitore e può incoraggiarlo a impegnarsi nel pagamento.

Trattativa telefonica col debitore ritardatario - quarto consiglio

4 – Mantenere un tono professionale

Anche se la conversazione dovesse diventare tesa, è importante mantenere sempre un atteggiamento professionale e calmo. 

L’obiettivo è risolvere il problema in modo costruttivo, quindi reagire con frustrazione o rabbia può solo peggiorare la situazione

È facile incorrere in questo errore se non si è abituati a trattare in situazione di stress, oppure se si è troppo coinvolti emotivamente, per questo solitamente consiglio di affidarsi ad un esperto del Recupero crediti.

“Fai da te” VS Professionista del Recupero Crediti

“Fai da te” VS Professionista del Recupero Crediti

Nel confronto tra il “fai da te” e l’affidarsi a un professionista del Recupero Crediti, emergono diversi aspetti da considerare. 

L’opzione “fai da te” può sembrare economicamente più vantaggiosa all’inizio, poiché non comporta il pagamento di commissioni a terzi. Tuttavia, richiede una conoscenza approfondita delle procedure legali e delle tecniche di negoziazione, oltre a un notevole dispendio di tempo ed energie.

I professionisti del Recupero Crediti sono specializzati nel gestire situazioni di insolvenza e possiedono strumenti e competenze specifiche per recuperare i crediti in modo efficace. La loro esperienza consente spesso di raggiungere risultati più rapidi e con maggiori probabilità di successo, considerando anche che l’approccio professionale può salvaguardare la relazione commerciale con il debitore.

Un altro aspetto da valutare è il rischio legale. Affidarsi ad un Avvocato esperto del settore, assicura il rispetto della normativa vigente in materia di recupero crediti, riducendo così il rischio di incorrere in sanzioni per pratiche non conformi alla legge.

Sebbene la gestione autonoma del recupero crediti possa apparire come una soluzione immediata e meno costosa, affidarsi a un professionista offre una serie di vantaggi in termini di efficacia, velocità e sicurezza legale che meritano di essere attentamente considerati prima di prendere una decisione.