Rischia di vedersi sospesa l’erogazione dei servizi comuni come luce, acqua, gas, pulizie ecc., il condomino che non paga o è in ritardo con le rate del condominio.
Bisogna infatti considerare che tanto i fornitori di utenze (luce, acqua, gas) quanto i vari professionisti ed artigiani (impresa di pulizie, giardiniere, imprese edili ecc.) non stipulano i loro contratti con il singolo condomino ma con l’intero Condominio. Con la conseguenza che è quest’ultimo il solo ed unico obbligato al pagamento nei confronti dei predetti fornitori.
Però è ovvio che se il condomino non paga regolarmente le rate, al Condominio mancherà la liquidità necessaria a far fronte ai propri impegni.
Per tale motivo la legge consente all’amministratore del condominio di tutelarsi in due modi:
1) Richiedere anche senza il preventivo consenso dell’assemblea condominiale un decreto ingiuntivo di pagamento provvisoriamente esecutivo con la conseguente possibilità di pignorare l’immobile di proprietà, lo stipendio, il conto corrente e altri beni del debitore come l’auto o la moto;
2) Se il mancato pagamento si è protratto per oltre 6 mesi, l’amministratore ha la facoltà di sospendere nei confronti dello stesso l’erogazione dei servizi condominiali suscettibili di godimento separato. Ovvero, in altre parole, di quei servizi la cui interruzione nei confronti del singolo condomino non comporta l’interruzione anche per gli altri.
Si tratta di una delle tante novità della Riforma del Condominio varata con la L. 220/2012 che ha tolto dalla legge ogni riferimento al Regolamento Condominiale, così come previsto in precedenza.
Tuttavia occorre segnalare che, sulla questione, i Tribunali italiani hanno espresso interpretazioni diverse.
Infatti, se in linea di massima i Giudici di merito hanno prevalentemente seguito l’interpretazione letterale della norma che non ammette eccezioni, non è mancato chi ha adottato decisioni più “garantiste” nei confronti del condomino moroso.
E’ il caso del Tribunale di Milano che di recente ha accolto il ricorso d’urgenza presentato da un condomino ordinando al Condominio l’immediato riallaccio delle utenze sospese.
In pratica il Tribunale di Milano ha motivato la propria decisione ritenendo che il diritto alla salute della persona meritasse una tutela più forte rispetto al diritto di credito vantato nei suoi confronti da parte del Condominio.
Si tratta di una decisione discutibile visto che si discosta dalla interpretazione rigorosa della norma, ma della quale in ogni caso occorre tener conto.

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